M.V.M.

Creato il
16/11/97.


Articoli di Vázquez Montalbán

Leggete anche Il Vázquez Montalbán giornalista

Articoli su Cuba.

Si elenca di seguito in ordine cronologico inverso (il piú recente è piú in alto) alcuni degli articoli di Vázquez Montalbán pubblicati in Italia. Si ringrazierà chi ne vorrà segnalare degli altri.

"L'imperatore è un cannibale solitario", lettera aperta a George W. Bush, letto in spagnolo dallo scrittore a Roma, nella Basilica di Massenzio, il 30/5/2002.

"Dal lamento all'alternativa", dal Forum contro la globalizzazione di Porto Alegre, (La Repubblica, 2/2/2002).

"Chi aspetta la violenza", dal Forum contro la globalizzazione di Porto Alegre, (La Repubblica, 3/2/2002).

"Se la protesta diventa proposta", dal Forum contro la globalizzazione di Porto Alegre, (La Repubblica, 4/2/2002).

"La terra ai saggi", dal Forum contro la globalizzazione di Porto Alegre, (La Repubblica, 5/2/2002).

"L'incubo argentino", sulla crisi in Argentina, (Il Manifesto, 22/12/2001).

"Carnivori", sulla fame nel mondo, (La Repubblica, 29/11/2000).

"Carvalho non muore", sulle voci che danno Carvalho sul punto di morte, (La Repubblica, 17/10/2000).

"Aznar e il toro Eta", sulla situazione nei Paesi Baschi, (La Stampa, 5/9/2000).

"Il cibo pret-à-porter non sfama il mondo", sulla fame nel mondo, (La Repubblica, 30/7/2000).

"Identità sottratte", su come i vincitori rubano l'identità ai perdenti, (La Rivista del Manifesto, luglio-agosto 2000).

"Perifrasi sulla costruzione e decostruzione di Barcellona", presentazione del libro Le Barcellone perdute di Pepe Carvalho, Ed. Unicopli, 2000.

"Animali", sull'etica dei rapporti uomo-animali (La Repubblica, 2/11/1999).

"I viaggi di un premier a caccia di ribalta", e cioè lo spagnolo José María Aznar (La Repubblica, 19/9/1999).

"L'imperatrice Hillary la nuova donna forte" (La Repubblica, 8/8/1999).

"La guerra umanitaria sconfitta da Ocalan" (La Repubblica, 2/7/1999): perchè il Kosovo sí e il Kurdistan no?

"L'Onu all'americana" (La Repubblica, 16/6/1999), sull'Onu dopo l'ultima crisi jugoslava.

"Le trame della guerra" (La Repubblica, 20/5/1999), invito a capire chi c'è dietro alla guerra in Kosovo.

"Solana e i nuovi infedeli" (La Repubblica, 4/4/1999), su Javier Solana, segretario generale della NATO, anti-atlantista radicale fino al 1984.

"Marcos, il meticciato prossimo venturo" (La Repubblica, 28/2/99), reportage sul Chiapas.

"Politici a guardia del loro formicaio" (La Repubblica, 26/1/1999), sulle politiche contro l'immigrazione in Europa.

"Triste compleanno di un torturatore" (La Repubblica, 26/11/1998), sulla decisione della Camera dei Lord di rendere estradabile Pinochet.

"Se Monsieur Arnaud non lasciasse Nelly" (Sette, 5/11/1998), breve articolo sul film di Claude Sautet Nelly e Monsieur Arnaud.

"D'Alema" (La Repubblica, 3/11/1998), traduzione di una colonna pubblicata su EL PAÍS. INEDITO in Italia

"Garzón, il super giudice" (La Repubblica, 2/11/1998), sul giudice spagnolo che ha fatto arrestare Pinochet.

"Il labirinto e la sua metafora" (La Repubblica, 9/10/1998), sul Nobel a José Saramago.

"Lady Di, adultera, vergine e martire" (Le Monde Diplomatique - Il Manifesto, settembre 1998.), su il mito di Diana Spencer.

"Mondiali multirazziali" (La Repubblica, 12/7/1998), su Francia '98.

"Sul vecchio Real è tornata la luce" (La Repubblica , 21/5/1998), sulla finale di Champions League tra Juve e Real Madrid.

Tutti gli articoli scritti da Cuba nel gennaio 1998 per la Repubblica.

"La cyberguerra del Chiapas" (La Repubblica , 3/1/1998), sulla situazione in Chiapas.

"Robinson ed il capitalismo selvaggio": articolo dello scrittore sul libro di Daniel Defoe. "L'anarchico consacrato" (La Repubblica , 8/12/1997), sul Nobel a Dario Fo.

"Juan Carlos quel re troppo amato" (La Repubblica, 22/11/1997), su Juan Carlos I de Borbón, re di Spagna.

"Lo Stato è sovrano, può torturare" (La Repubblica, 25/10/1997), sui desaparecidos in Argentina.

"Follie d'Ampurdán" (La Repubblica delle donne, 7/10/1997), su l'Empordà, la zona del nord della Catalunya dove l'autore va in villeggiatura.

"Mi manda Pepe Carvalho" (Bell'Europa, ottobre 1997), sui ristoranti di Barcellona.

"Diana non era come Marylin" (La Repubblica, 4/9/1997), nella morte di Diana Spencer.

"L'Europa di Stanlio e Ollio" (La Repubblica, 17/5/1997).

"Ma Ronaldo esiste davvero?" (La Repubblica, 27/4/1997), sul fenomeno Ronaldo, allora al F.C. Barcelona.

"Maradona" (Max, aprile 1997).

"Terroristi" (Il Manifesto, 27/4/1997), sull'irruzione di Fujimori nell'ambasciata giapponese a Lima.

"Lettera aperta a Sharon Stone".

"Chi ha paura dei catalani?" (il Manifesto - Le Monde Diplomatique, settembre 1996), sulla nuova situazione politica in Spagna.

"Alla corte di Re Juan Carlos" (La Repubblica, 25/5/1996), traduzione di un estratto del libro Un polaco en la corte del Rey Juan Carlos.

"Non solo paella" (Sette, 18/4/1992), sulle cucine di Spagna.

"I misteri di Bangkok" (Amica, 9/3/1992), sulla Thailandia.

"Io e l'Italia", sul suo rapporto con la cultura italiana.


Il Vázquez Montalbán giornalista

CARLO ANDREOLI


Manuel Vázquez Montalbán
Roma, maggio 1996. (Foto Hado Lyria)
Il primo libro di Manuel Vázquez Montalbán, scritto nel carcere di Lleida nel 1962 e pubblicato un anno dopo, è stato Informe sobre la información (Rapporto sull'informazione*), nel quale il ventitreenne prigioniero politico esponeva la situazione del giornalismo spagnolo dell'epoca franchista.
Egli ama raccontare che non è stato fino al 1979, con la premiazione de I mari del Sud da parte di Planeta, che ha incominciato a considerarsi uno scrittore. Fino ad allora, nonostante avesse pubblicato numerosi romanzi e poemi, il suo lavoro era quello di giornalista. È stato redattore capo e opinionista di politica internazionale di due riviste che hanno fatto la storia del nuovo giornalismo spagnolo negli anni settanta: Siglo 20 e Triunfo. Ha poi collaborato a riviste come Por Favor, Cau, La Calle, riviste che non esistono piú ma che sono tuttora ricordate per il loro impegno ed il loro spessore culturale. Cau era ad esempio una rivista di urbanismo ed architettura che attraverso queste discipline —visto che il discorso politico era proibito— mirava ad un cambiamento nella società e ad una critica al franchismo. Al Cau collaboró molto anche Gillo Dorfless.
Le analisi di Vázquez Montalbán della scena politica, della società, dei fatti di cronaca, della storia sono tuttora illuminanti: egli riesce a scrivere senza lasciarsi prendere dall'emozione dominante e mantenendosi lontano dalle ovvietà che altri articolisti amano scrivere in situazioni spinose come possono essere la crisi della sinistra o gli attentati sanguinari dell'ETA.
Dal 1984 lo scrittore scrive su EL PAÍS. Nei primi anni collaborava con dei servizi sul supplemento della domenica o scriveva della storia recente della Spagna. La raccolta dei suoi articoli sulla transizione della Spagna dal franchismo alla democrazia è poi stata pubblicata in un libro, oggi introvabile. Attualmente, una sua breve colonna di opinione, sempre molto incisiva e sugli argomenti piú diversi, vi appare puntualmente ogni lunedí.
Egli continua comunque a pubblicare libri di taglio giornalistico, il piú recente dei quali è Un polaco en la corte del Rey Juan Carlos (1996), che non ha interesse in Italia se non per gli appassionati di politica spagnola —o dello scrittore— e che è stato comunque recensito per l'Indice dei libri del mese da Alfonso Botti.
Le traduzioni di suoi articoli sono state spesso pubblicate nel corso degli anni in Italia da il Manifesto, direttamente o attraverso Le Monde Diplomatique. Da qualche mese inoltre, Vázquez Montalbán ha iniziato una sporadica collaborazione con la Repubblica, per la quale egli scrive articoli che non vengono pubblicati in Spagna.
Vanno ricordate infine le sue collaborazioni con tante altre testate internazionali: la sua produttività è leggendaria in Spagna, tanto che corre voce —da lui severamente smentita— che sia in grado di scrivere contemporaneamente su sette computer mentre cucina allegramente.

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